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Sono molte le domande che non hanno ancora ricevuto una risposta adeguata o definitiva e compaiono costantemente nel dialogo preliminare con le coppie affette da infertilità. Due testi recenti ci aiutano ad orientarci più facilemente nel scambio domanda-risposta.
Il primo è di Ermanno Greco ( Genitori in provetta, L'Airone Editrice), direttore del Centro di Medicina e Biologia della Riproduzione presso lo European Hospital di Roma e responsabile del programma di Diagnosi Preimpianto Embrionale. L'altro è di Elisabetta Chelo, ginecologa e specialista in Patologia della Riproduzione, ed è un manuale per la coppia infertile ( Quando i figli non arrivano, CIC edizioni). In uno dei capitoli del libro, a cura di Monica Soldano presidente dell'associazione Madre Provetta Onlus, un argomento fondamentale, ovvero la scelta del centro giusto.



1 Quando è infertile una coppia? Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità dopo un anno di rapporti non protetti. Soltanto dopo la coppia è meritevole di un inquadramento medico per la riproduzione specialmente se la donna non supera i 35 anni di età. Dopo i 35 anni si consiglia di anticipare il consulto a 6 mesi di ricerca prole.
Una visita specialistatica "a breve" è giustificata a fini di evitare inutili ritardi nella diagnosi e nella terapia nei casi in cui la partner femminile supera i 40 anni, specialmente se presenta cicli irregolari, o susistono patologie uroginecologiche che incidono sulla riproduzione e stress correlati al concepimento in uno o entrambi i partner. In Italia si calcola che circa 20-25.000 nuove coppie abbiano ogni anno problemi di infertilità.

2 La sterilità è in aumento? Sì. Le cause: il peggioramento del liquido seminale (inquinamento, fattori ambientali), l'aumento della sterilità meccanica femminile (da aborti e dispositivi intrauterini), delle malattie sessualmente trasmesse, il ritardo con cui le donne concepiscono.

3 Che cosa si fa dopo un anno senza figli?
Vanno ricercate le cause per individuare il trattamento più corretto. Il primo livello di intervento è quello dell'inseminazione intrauterina che consiste nell'immettere gli spermatozoi direttamente nell'utero nel periodo di ovulazione. Le condizioni: che le tube siano aperte e che non ci siano anticorpi antispermatozoo nel sangue. Le percentuali di successo variano dal 12 al 20 per cento per tentativo: dopo tre tentativi senza successo si procede con una tecnica di fecondazione in vitro. Secondo stime OMS la percentuale per una coppia fertile di concepire un figlio nel periodo ovulatorio è del 25-28 per cento.

4 E se la coppia è sterile?
L'unica possibilità è quella della donazione di gameti o, nel caso in cui entrambi fossero sterili, una embriodonazione.

5 Quali i metodi di fecondazione in vitro?
Due, la Fivet e la Icsi. Nella prima gli spermatozoi, trattati e immessi nella stessa provetta, entrano da soli nell'uovo; il trattamento è preceduto da un'induzione ovulatoria con farmaci. Nell'Icsi, invece, gli spermatozoi vengono selezionati dal biologo e microiniettati nell'uovo. E' una tecnica utilizzata nei pazienti con anomalie nel numero o nella qualità degli spermatozoi. Se gli spermatozoi sono assenti nell'eiaculato è possibile tentare il loro recupero direttamente dal testicolo o dall'epididimo.

6 Quando vengono trasferiti gli embrioni e in che numero?
Il transfer viene effettuato in seconda o terza giornata, quando sono allo stadio di 4/8 cellule. Il numero di embrioni da trasferire in base alla Legge 40/2004 è attualmente limitato a non più di 3 embrioni per transfer.

7 Attualmente la stessa legge 40 prevede il divieto del congelamento embrionario ? Il congelamento è possibile solitamente nei casi estremi quando complicanze non prevedibili possono mettere in pericolo la vita della madre o ci troviamo di fronte a un rifiuto esplicito della stessa. La sindrome di iperstimolazione ovarica, alto rischio di gravidanza trigemina, transfer tecnicamente non eseguibile sono alcuni delle deroghe possibili.

8 Dopo quanto tempo si sa se il trattamento ha avuto successo? Dopo tredici giorni dal trasferimento dell'embrione con un'analisi del sangue (ormone beta HCG, l'ormone placentare).

9 Quali complicazioni possono esserci? Gravidanze extrauterine (tra 1 e 4 per cento) e multiple (gemellare e trigemellare).

10 Quali le percentuali di successo finale? Variano da 10 a 40 per cento in donne sotto i 38 anni. Dopo i quarant'anni le percentuali si dimezzano (10-15 per cento).

11 E quali quelle di aborto? Quelle di aborto preclinico (prima del ventottesimo giorno dalla fertilizzazione) dal 9 al 15 per cento; quelle di aborto clinico (dopo il ventottesimo, c'è già il battito cardiaco) sono legate all'età della donna e variano dal 20 al 25 per cento (tra 30 e 34 anni) fino al 40-45 (over 40). Dopo i 34 anni c'è un incremento di abortività (2,4 per cento per anno d'età). Più del 75 per cento degli aborti avviene durante il primo trimestre.

12 Ci sono complicanze per la donna? La sindrome da iperstimolazione ovarica o la formazione di cisti ovariche.

13 Il parto viene anticipato? Per le gravidanze ottenute con fecondazione assistita, anche per quelle singole, c'è una percentuale più alta di parti pretermine e un basso peso alla nascita.

14 I bambini nati con PMA hanno un numero più alto di anomalie congenite o cromosomiche? Con la ICSI il rischio di anomalia cromosomica è del 5 per cento (contro lo 0,5 della popolazione generale) ma sono malformazioni in gran parte ereditate dai genitori e che possono essere evitate con la diagnosi preimpianto degli embrioni. Per quanto riguarda le congenite le percentuali variano a seconda dell'età e della tecnica (3,4 per la Icsi e 3,8 per la Fivet).

15 Quando è il momento di rinunciare? E' uno dei momenti più difficili e traumatici per la coppia, già provata psicologicamente dai tentativi andati a vuoto. Le conseguenze psicologiche di un fallimento legato alla funzione riproduttiva sono generalmente maggiori per le donne ma la crisi di infertilità può alterare e peggiorare la comunicazione, come l'attività sessuale e progettuale della coppia. Non è facile dire basta e i medici dovrebbero aiutare la coppia a farlo, così come dovrebbero scoraggiare coppie fragili emotivamente dall'intraprendere la strada della PMA.

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